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Ogni anno a Tellaro si svolge la mitica Sagra del Polpo.
Durante il secondo weekend di agosto il piccolo borgo della riviera di levante, a due passi da Lerici, si prepara ad accogliere molta, moltissima gente.
La festa si tiene all’esterno della scuola elementare, in cima alla scalinata che unisce le due strade, a monte e valle del paese.
La coda che si forma parte dalla scuola e arriva fin giù in paese sulla strada.

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La Sagra del Polpo di Tellaro – Esperimento sociale

Devo ammettere che quando si parla di lunghe attese e code, generalmente nessuno è ben disposto ma per questa festa le regole sono diverse. Se non si arriva molto presto, anche con oltre un’ora di anticipo, i tempi di attesa possono essere davvero molto lunghi.
In pratica fino all’orario di apertura nessuno entra e quando si aprono i cancelli lo staff gestisce i flussi e indirizza le persone verso i tavoli.
In coda però si possono fare nuove conoscenze e condividere le motivazioni che tengono tutti li nello stesso posto.
Una volta entrati poi ci si trova al tavolo spesso con perfetti sconosciuti ma per come è gestita la festa in breve si lega e si collabora.
infatti, come dicevo, sono i ragazzi dello staff, in genere giovanissimi, che dispongono le persone al tavolo e cosi facendo chi entra è sicuro di trovare posto a sedere e gli altri aspettano il loro turno fuori in coda sulla scalinata.
Una volta seduti passa una persona a prendere gli ordini e riscuotere i pagamenti, dopo di che non resta che attendere le portate.

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Cosa si mangia alla Sagra del Polpo?

Beh, prima di tutto il Polpo ma non solo.
Riporto una foto del menù della festa 2017.
È chiaro come tutto ruoti attorno al polpo che viene presentato principalmente in due varianti: alla Tellarese e all’inferno. La prima variante servita con patate e olive, condita con olio, aglio, prezzemolo e limone. La seconda invece, come si può dedurre dal nome, prevede il polpo stufato e condito con peperoncino, pomodoro, maggiorana, alloro e vino bianco.
Ci sono poi i muscoli ripieni, cioè le cozze e vari primi piatti.
I sapori del territorio non possono che essere potenziati dall’ottimo e fresco Vermentino locale.
Ovviamente in chiusura la magnifica torta di riso.
Tutto rigorosamente preparato dai volontari, in gran parte donne e uomini del paese, esperti della cultura locale e grandi appassionati delle proprie origini liguri. Questo lo si capisce non solo mangiando ma anche semplicemente restando lì a guardare.

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Origini della Sagra del Polpo di Tellaro

“Saraceni Mare Nostrum infestantes sunt noctu profligati. Quod polypus aes cirris suis sacrum pulsabat.”

Questa la scritta riportata su un’effige della chiesa di San Giorgio e che rievoca la leggenda del polipo gigante. Sembra che il mitologico animale, in una notte tempestosa allertò i Tellaresi suonando le campane della chiesa scongiurando così il tentativo di invasione dei Saraceni.

Una tradizione destinata a durare a lungo

Il cibo, l’atmosfera, il mare sullo sfondo. Tutto altamente suggestivo.
La cosa che però ogni volta mi colpisce a fondo è il coinvolgimento attivo dei giovani. Fra i tavoli si aggirano infatti abilissimi e instancabili ragazzini, anche molto giovani. Prendono comande e ordini correndo con vassoi più grandi di loro. L’autentico significato di una tradizione credo infatti che possa condensarsi proprio nel trasferimento dei valori.
La sagra di Tellaro e questi giovani ne rappresentano a pieno il senso.

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