Il viaggiatore e l’auto: la strana coppia

Quante ne abbiamo viste durante i nostri viaggi? E quante altre ne dovremo vedere? Quando si tratta di organizzare un viaggio la fantasia e l’inventiva prendono il comando ed è così che, raggiungendo e superando nuovi limiti, nascono mode e tendenze. Vediamo insieme alcuni modi estrosi che il viaggiatore impiega per spostarsi, partendo in questo primo articolo col mezzo più diffuso.
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Il Negato

In origine l’uomo inventò l’auto e poi la donna inventò il bagagliaio…Al che l’uomo, imbarazzato, si divise in due generi: il “Negato” e il “Preso Bene”.

Il primo genere non ha mai preso una sufficienza in geometria a scuola (probabilmente non ha neppure mai giocato a Tetris) per cui non si raccapezza con le forme geometriche da incastrare l’una con l’altra in quella buca che è il baule. Vediamo in giro sportelli mezzi aperti con oggetti d’ogni tipo spuntare fuori ed elastici coi ganci (quelli pericolosissimi degli anni ottanta con cui tanta gente ha rischiato più volte di cavarsi un occhio) che a malapena tengono appoggiato lo sportello. Finestrini mezzi aperti con l’asse da stiro che esce da una parte e la testa del cane dall’altra.

A volte capita ancora di vedere cose e persone stipate sul retro di una station wagon, o Familiare per i più nostalgici, in modo assurdamente compresso, con le ginocchia in bocca, la gabbietta del gatto sul collo e pure la faccia della nonna stampata contro il finestrino. Con la lingua prova pure a scrivere un SOS sul vetro…

Poi c’è il portabagagli sul tetto, il preferito dai negati.

Materassi, biciclette, tavole da surf, bauli e la sedia a rotelle (modello comoda) della nonna. Il tutto legato con elastici, cinghie e funi da scalatore. I più avanzati fanno un bel giro di cellophane attorno alla montagna. Quello che puntualmente si sfalda dopo poca strada e in autostrada fa un baccano incredibile con pezzi che svolazzano ovunque.

Quando normalmente si supera una di queste auto i passeggeri ti fissano come se ti stessero chiedendo “Beh, che c’è da guardare?”

Stralci da anni ’80 ma non solo.

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Il Preso Bene

Poi, come detto, abbiamo il “Preso bene”. Quel tipo di uomo che non tralascia nulla. Stipa i bagagli, comprati a loro volta su misura, come un freddo calcolatore (nel senso che probabilmente prima ha fatto simulazioni con calcoli al computer ed è pure campione universale di Tetris). Lo sportello del baule si chiude perfettamente. Il tutto è caricato con cognizione di causa, per cui se dovesse capitare di bucare si toglie prima questo poi quello mentre se dovessero servire i pannolini della seconda scorta allora si toglie prima quest’altro.

Insomma ricorda un po’ quel personaggio di Verdone no? Maagdaa…

Ma se serve portare altro? Il Preso Bene non ha alcuna ombra di dubbio e si adegua al devastante trend degli ultimi anni: il baulone da bagagliera!

Si può chiamare anche box da tetto, lancia o cassa da morto ma l’importante è che rispetti una semplice regola geometrica definita dalla donna: il volume deve essere uguale o superiore a quello della camera dei bambini.

Per fortuna che il Preso Bene sa perfettamente come gestire la cosa organizzando gli spazi come fatto per il bagagliaio.

Ovviamente l’esemplare in oggetto ha pensato anche all’organizzazione dei passeggeri.
Ognuno ha un posto assegnato ed una serie di corredi. I bambini dietro devono avere tutto a portata di mano: salviettine, asciugamano, cuscino, acqua da bere, Ipad, iPod, cellulare, cuffie per la musica, cappellino, occhiali da sole, giornaletto, macchinina e orsacchiotto.

Il passeggero al suo fianco, generalmente la moglie, invece deve avere a portata tutto ciò che serve a sé stessa ma anche al guidatore, gestire l’aria condizionata, la musica (con la playlist decisa da lui ovviamente), il navigatore satellitare. Deve poi controllare i bambini, gli autovelox, la distanza di sicurezza e le indicazioni stradali perché è risaputo che il GPS sbaglia.

A questo punto non resta che partire con la macchina da 400cv, in grado di spostare mezza casa e tutta la famiglia sfidando ogni regola della dinamica e della meccanica.

“Buon viaggio! Ops forse abbiamo dimenticato qualcosa? Già! Il carrello con la moto, la barca, il Quad… Forse 400cv non bastano!”

La colonna sonora di ViaggioBlues

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