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Le app per fare musica, una soluzione economica e pratica per suonare ovunque ci troviamo.

Comporre in viaggio con le app per fare musica significa assecondare in ogni luogo ed in ogni istante la nostra ispirazione senza rinunciare al mitico attimo fuggente.

Gli strumenti che abbiamo a disposizione come musicisti sono praticamente infiniti. In particolare con i moderni smartphone (che come dico sempre io sono oggetti che in fondo servono anche per telefonare…) si possono fare cose che nemmeno il sognatore più sfrontato poteva immaginare qualche anno fa. Con i Tablet le opportunità poi crescono esponenzialmente.

Tutto ciò è possibile grazie alle app musicali.

Immaginiamo di essere in spiaggia, in treno, sul cucuzzolo di una montagna o nella foresta amazzonica e di avere l’ispirazione della vita, anche perché quasi sempre è “Il luogo” che alimenta le idee. Che fare quindi? Si può partire da una semplice registrazione vocale per arrivare a comporre vere e proprie sessioni in multitraccia.

App musicali come Garageband, acquistabili sull’Apple Store per pochi euro oppure scaricabili gratuitamente per i nuovi clienti Apple, possono davvero assolvere a qualsiasi tipo di necessità. Infatti si possono utilizzare loop già pronti oppure i riff degli strumenti come chitarre, bassi, sezioni d’archi o tastiere cambiando gli accordi a nostro piacimento. Cosi come giocare con i groove di batteria se non suonare nota per nota di ogni singolo strumento.

Non è mia intenzione però fare una vera e propria recensione delle app musicali disponibili sul mercato. Mi limiterò a citarne qualcuna qua e la.

Ciò che mi preme comunicare è il fatto che oggi esistono nuovi modi per fare musica e che, secondo me, siamo solo all’inizio di una nuova era musicale che tende sempre più a portare fuori dallo studio di registrazione la fase creativa ma anche quella di produzione. Su youtube si possono vedere centinaia di filmati che dimostrano quello che sto dicendo. Sono addirittura nate delle band che si esibiscono interamente con tablet e cellulari.

Non perché io sia un “meladipendente” ma per dovere di cronaca va detto che ad oggi gli strumenti piu utilizzati sono Iphone e Ipad.

siamo solo all’inizio di una nuova era musicale che tende sempre più a portare fuori dallo studio di registrazione la fase creativa

Quale app per fare musica?

Un esempio? Poco tempo fa sono stato in Salento da amici ed una sera mi è stato chiesto di partecipare ad una jam session. Avevo con me solo la mia chitarra ed un piccolo aggeggio della IK Multimedia chiamato IRig. In pratica si tratta di un connettore che permette di collegare il jack di una chitarra all’Idevice. A tavola, prima della jam, ho scaricato la versione gratuita di Amplitube. A chi mi chiedeva cosa stessi facendo rispondevo che stavo scaricando un bellissimo amplificatore della Fender. Non nascondo che più di uno mi ha guardato male. Gli sguardi sono cambiati quando ho iniziato a suonare collegato all’impianto. La latenza praticamente nulla e la qualità del suono fanno quasi dimenticare dell’assenza di un amplificatore reale.

Altre volte ho suonato a dei concerti con una master keyboard collegata all’Ipad con un’app musicale che simula l’organo Hammond e non è affatto andata male.

Cito anche Thumbjam che permette di utilizzare anche i movimento del cellulare per generare i vibrati o altri tipi di espressione e Cubasis, versione per IPad di Cubase, che offre lo stesso approccio del fratello maggiore ed anche la possibilità di esportarne i progetti. Lascio immaginare ai più esperti le potenzialità di quest’ultima opzione.

In conclusione abbiamo strumenti e sequencer nelle nostre tasche e non ci resta che trovare l’angolo giusto dove sfogare le nostre ispirazioni.

Non ci sono più scuse, basta scegliere la giusta app per fare musica!

 

 

 

 

 

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