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Croazia: arcipelago delle Kornati

KORNATI: PRENDI IL KAYAK E VAI

da | Lug 21, 2016

giancarlo fazzi

Giancarlo Fazzi, Senior Travelers, Italy

Delle grandi avventure passate alle isole Kornati potrei raccontare per decine di pagine. Eppure sono stato solo per un paio di settimane anni fa. Come mai quindi? Avventura densa, impegnativa e piena di sorprese. Insomma una di quelle che ti porti nel cuore per molto tempo.

Io ed Elena, che non era ancora mia moglie, avevamo prenotato una vacanza avventura con CTS. La partenza subito un disastro perché al porto di Ancona, al momento dell’imbarco sulla nave, mi accorgo che il mio documento d’identità sarà valido per altri soli due giorni. Purtroppo l’addetto ai controlli, attento e solerte, se ne accorge e mi pronuncia la fatidica frase “Lei non può imbarcarsi su questa nave”.

Quindi piano B, cerchiamo un posto dove dormire e trascorrere il weekend nella città del “Passetto” in attesa del lunedì dove andremo in Comune, in quello che io ho chiamato ufficio storditi, per fare il rinnovo del documento in tempo record per prendere la prima nave in partenza. Questa nave, anziché portarci a Zara, come previsto nel primo piano di viaggi, ci porta a Sebenico. Da lì prendiamo un bus fino a Zara da dove partirà un traghetto che ci scaricherà finalmente alle benedette isole Kornati. Per l’esattezza a Dugi Otok, l’isola grande.

kornati

Mappa di Dugi  Otok

Costa Dalmata

Così ci presentiamo ai nostri ospiti con tre giorni di ritardo. Loro sono tre ragazzi di pochi anni più grandi di noi: Goran, la sorella Ana e la tormentata fidanzata Mariana. Quando arriviamo all’alloggio capiamo subito che il tema della vacanza avventura è stato interpretato alla lettera. Una casetta in mezzo alla pineta, a pochi metri dal mare e con giusto tre camere. Particolarità: non c’è l’acqua corrente in casa.

Oltre a noi due una coppia di Ancona.

Subito il primo giorno appena arrivati siamo stati sottoposti ad una lezione di kayak estremo… Buttati in acqua con un kayak doppio che pesava un’esagerazione e poi ribaltati apposta per imparare le manovre di capovolgimento. Questo è stato il nostro benvenuti alle Kornati.

Da quel giorno fino all’ultimo non siamo mai stati fermi, eravamo dalla mattina alla sera in acqua, pagaiando per ore ed ore. A volte abbiamo anche rischiato molto a causa del mare agitato e di correnti insidiosissime che raddoppiavano nettamente i tempi di una traversata.

Poi c’era un vecchio Ford Transit, il mezzo di trasporto su cui venivano caricati i Kayak, noi e tutto il resto. Goran spesso diceva “Another off-road” riferendosi all’ennesimo percorso sterrato in cui ci infilavamo.

Un giorno, al tramonto, ci siamo sistemati su una spiaggia deserta accampando le tende. Insieme a Goran siamo usciti in mare per raccogliere cozze e ricci. Quella sera abbiamo mangiato un risotto ai frutti di mare cucinato sulla spiaggia con un fuoco acceso da noi. Senza prezzo.

Ricordo anche che, a causa del vino e della stanchezza, nel cuore della notte mi sono svegliato di soprassalto con la testa che girava e lo stomaco in rivoluzione. Fantozzi non avrebbe potuto essere più maldestro di me nel cercare la via d’uscita dalla tenda. Non trovavo la zip e, vista da fuori, la tenda poteva sembrare animata da vita propria. Quando finalmente sono uscito ho ritrovato l’aria fresca e la pace, passeggiando avanti e indietro per la spiaggia.

Al mattino ho potuto notare che Goran e le ragazze avevano dormito in sacco a pelo sulla spiaggia. Erano completamente fradici a causa dell’umidità.

Dopo una settimana i ragazzi di Ancona sono tornati a casa dando il cambio ad una coppia di ragazze romane. Un bel grattacapo perché queste si lamentavano di tutto, non gradendo affatto lo spirito d’avventura proposto. Figuriamoci poi la doccia fredda all’aperto!

L’impegno e lo spirito dei nostri ospiti è comunque sempre stato all’altezza della situazione.

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Another Off-Road.

il mitico Ford Transit

Poi un giorno abbiamo conosciuto Eric, un ragazzo scandinavo di madre croata che viveva lì facendo l’istruttore di sub. Neanche a dirlo ovviamente ci siamo buttati anche in quell’esperienza. Purtroppo Elena si è fermata alla prima prova pratica, nonostante lo sforzo del corso teorico in lingua inglese proprio non se l’è sentita. Io invece l’ho fatto e mi sono anche un gran divertito scoprendo nuovi e ammirevoli aspetti del mondo subacqueo dell’arcipelago.

Goran e le ragazze avevano vissuto la loro giovinezza nella guerra. Lui in particolare era quello più chiuso. Era mezzo sordo da un orecchio a causa di una bomba esplosa a Zagabria. Aveva questa strana abitudine di girare con due ciabatte diverse fra loro e un giorno gli ho domandato perché. Lui mi ha fatto un mezzo sorriso e, con il suo inglese niente affatto male, mi ha risposto che non faceva differenza, soprattutto dopo quello che aveva passato. Adesso, diceva, quello che più conta è vivere giorno per giorno, come meglio si può. Ha poi concluso con una frase che io ed Elena ci portiamo dentro da allora: non ci si deve fermare davanti a niente, se una cosa non va, prendi il kayak e vai.

Kornati diver Diving center Eric Šešelja

Nuoto subacqueo nelle più belle località dell’Isola lunga, Mežanj, Campanello, Garmenjak, Brbišćica…

Contatto: Eric Šešelja, 23218 Zaglav, Dugi otok
Tel. +385 98 169 3107

E-mail: info@dive-dugiotok.com
Web: www.dive-dugiotok.com

dugi otok

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