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Grecia: la penisola Calcidica

IL FARMACISTA DI SIKIA

da | Mar 20, 2015 | Europa, Grecia, Personaggi | 2 commenti

giancarlo fazzi

Giancarlo Fazzi, Senior Travelers, Italy

Anni fa, nel 2003, la Opel Corsa decise di portare me e mia moglie in Grecia per un viaggio in Calcidica.

Quando siamo partiti avevo una mezza febbre ma anche tanta voglia di scoprire nuove cose, nuovi luoghi e nuovi personaggi. Insomma avevo anche una bella fame di nuove storie.

La Corsa ci portò attraverso la Grecia continentale, passando per quel posto incredibile che sono le Meteore e poi per Larissa, dove durante la guerra mio nonno fu imprigionato. Poi su, verso nord ammirando da lontano il mitico Monte Olimpo. Da Salonicco quindi giù verso la regione della Calcidica dove tre enormi dita di terra si infilano nel mar Egeo.

La nostra meta, Vourvurù nella penisola di Sitonia, ci accolse silenziosa in un caldo pomeriggio di fine maggio.

Per quel viaggio in Calcidica non prenotammo assolutamente nulla, doveva essere una vera avventura. Una cosa però era ben chiara nelle nostre teste: avremmo conosciuto persone che ci avrebbero aiutati a capire meglio come funzionava il mondo del lavoro, dell’economia e quello immobiliare in terra ellenica.

calcidica

La penisola Calcidica

Photograph by ViaggioBlues

Il motivo di tanto interesse era dovuto al montante desiderio di fuga dall’Italia e alla ricerca di un cambiamento i cui connotati non erano ancora ben chiari.

Al secondo giorno trovammo per caso una coppia di ragazzi bolognesi che gestivano una gelateria nei mesi estivi in un paese vicino al nostro. Ci raccontarono la loro storia di successo generando in noi una profonda ammirazione. E fu proprio grazie a loro che conoscemmo Angelos, il farmacista di Sikia.

Arrivó su un motorino scassato, un Piaggio Si. Pensai subito di trovarmi davanti ad un tipastro, comunque interessante e decisi di dargli fiducia. Ci fu presentato come Angelos, il farmacista che parla italiano.

Sulla cinquantina, brizzolato e due occhietti furbi. Vestito con una camicia a righe quasi completamente aperta sul petto. Una mise abbastanza improbabile per lo stereotipo del dottore farmacista.

Angelos arrivava dal paese dove ha sede la sua farmacia, ad una ventina di minuti di strada, per fare il giro di consegne a domicilio. In pratica lui ogni giorno, anche per un paio di volte, infilava scatole di medicine in un sacchetto, inforcava il motorino e partiva per i paesi vicini dove gli anziani attendevano il loro angelo volante. Consegnate le medicine raccoglieva eventuali altre ricette e ripartiva.

Angelos aveva studiato in Italia nei primi anni settanta, anni terribili per la Grecia dei colonnelli. Non mancai di chiedergli di Panagulis…

“Vestito con una camicia a righe quasi completamente aperta sul petto. Una mise abbastanza improbabile per lo stereotipo del dottore farmacista”

La sua famiglia, moglie e due figli, viveva a Salonicco e continuava a farlo anche quando da giugno a settembre Angelos scendeva a Sikia, il paesino nell’entroterra del sud di Sitonia, per gestire la sua farmacia.

Il giorno dopo, come da accordi, ci trovammo proprio nella sua bottega di Sikia. Ci avrebbe fatto conoscere un suo amico architetto per discutere dei prezzi delle case e dei terreni. La cosa che più ci colpí fu che a pochi metri nella stessa via si trovava un’altra farmacia, più grande e più moderna. Quando vide la nostra meraviglia ci disse sorridendo che quelli erano gelosi di lui e che erano più cari e non offrivano gli stessi servizi. La sua bottega era una cosa d’altri tempi, praticamente semivuota e con delle inferriate mostruose sulle due piccole vetrine. Quando chiesi il perché di tanto ferro mi rispose che era per la sicurezza ma io non me ne feci mai una ragione, almeno quanto per la presenza di due farmacie, una a pochi metri dall’altra, in un paesino di così poche anime.

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I fantastici colori della Grecia

Photograph by ViaggioBlues

Angelos chiuse la farmacia e ci portó in sala riunioni, un tavolino all’aperto del bar in fondo alla via… Non mancammo di fargli notare che così avrebbe perso clienti a favore della concorrenza ma lui ci rassicuró dicendo che i suoi clienti sapevano benissimo dove trovarlo. Infatti, ogni tanto da qualche parte qualcuno gridava il suo nome e lui rassicurava tutti dicendo che più tardi li avrebbe serviti.

Seduto a quel tavolo, con davanti un bicchiere di retsina fresca, ricordo di aver respirato un’aria di altri tempi. Tutto quello che gli occhi vedevano e le orecchie sentivano appartenevano decisamente ad un altro calendario oltre che ad un altro atlante.

Ci vedemmo altre volte con Angelos, per parlare di case, per vedere i suoi terreni pieni di pietre ma anche per parlare dei ricambi del Ciao che erano merce rara, di cui lui aveva tanto bisogno per riparare il suo motorino e quello di chissà chi altri.

Quello fu un vero viaggio avventuroso, pieno di emozioni e che ci ha lasciato indelebili ricordi fra i quali quello di un elemento affascinante con ricci brizzolati e due occhietti furbi di nome Angelos, il farmacista di Sikia.

sikia

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