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VALTREBBIA

BERTONE – ALTA VAL TREBBIA

Giancarlo Fazzi

Giancarlo Fazzi, Senior Traveler, Italy

Bertone ė un paese. Un paese non come tutti gli altri ma molto più particolare, molto più blues

Bertone si trova in provincia di Piacenza nell’alta Val Trebbia, incuneato nell’angolino a un passo dalle province di Genova, Alessandria e Pavia. A Bertone pero si parla ligure e…senza storie beliin!

Perché parlare di questo paesino? Ė presto detto: si trova incastonato sotto il monte Alfeo, a 1050 metri di altitudine, alla fine di una unica strada, non ha vie carrabili fra le case e conta…un paio di abitanti stanziali.

Credo che siano buone ragioni per spendere qualche parola.

Bertone ė uno dei tanti borghi italiani ormai completamente disabitati (antipaticamente chiamati fantasma) e in questo articolo vorrei che li rappresentasse tutti, almeno per quello che ho da dire.

Fino a pochi anni fa gli ultimi chilometri nel bosco fino al paese non erano asfaltati e con mia buona sorpresa, vedendo la recente novità bituminosa, ho pensato che fosse una buona cosa per gli abitanti e per le loro necessità. Questo perché salire fino a Bertone dalla statale 45 non ė uno scherzo, soprattutto se fa buio per non parlare in caso di temporale o peggio ancora di neve.

Salendo lungo la strada stretta e piena di curve e tornanti, a un certo tratto si scorge il paese sulla destra, sull’altro lato della montagna, in mezzo al bosco, proprio sotto al monte Alfeo. Sembra finto, a metà fra un quadro e una composizione da presepe.

La grafica del GPS ė eloquente: vai avanti finché finisce la strada. E quando si arriva si ė portati a pensare che, oltre alla strada, li finisce anche il mondo…

Bertone. Il gatto Oreste

Il gatto Oreste

Photograph by ViaggioBlues

L’ultima volta che avevo visitato Bertone, alcuni anni fa, era primavera e c’erano solo due abitanti. Ora invece, in piena estate, ho notato qualche villeggiante. A Bertone le visite sono un evento raro. Ci si sente subito come gli stranieri dei film western e tutti, ma proprio tutti, ti guardano, ti salutano e cercano di attaccare bottone. Vieni subito da pensare come questa gente molto raramente veda i propri simili.

I più anziani effettivamente lo ammettono e lamentano che Bertone una volta era popoloso e che una volta l’anno si tenevano grandi feste con le migliori orchestre del nord Italia. Ed ė vero perché in giro si vedono ancora manifesti sbiaditi, vecchi di qualche anno.

“E pensare che spesso mi sono sentito dire che il paesello dove abito in pianura ė lontano dalla città e che non c’è niente. E questi che dovrebbero dire?”

Una signora ripete in continuazione che lei ė originaria di Bobbio e che ė qui sei mesi l’anno solo per volere di suo marito perché ė nato qui, perché ė in pensione e perché va a caccia. Ma lei ė di Bobbio…come se Bobbio fosse Londra! Ed in proporzione lo ė certamente.

Più in là, salendo fino alla fine del paese, c’è quella che io chiamo la valle degli orti, una serie di appezzamenti ben curati e recintati, con piccole coltivazioni. Dietro ad una rete ci sono anche un paio di placide mucche al pascolo. Sono della signora che vive a Bertone tutto l’anno. Sembra ci ricavi latte e formaggio.  Vorrei tanto tornare per conoscerla e scambiarci quattro parole.

E pensare che spesso mi sono sentito dire che il paesello dove abito in pianura ė lontano dalla città e che non c’è niente. E questi che dovrebbero dire?! Se capita qualcosa devono aspettare con buona pace, molta pazienza e un pizzico di fede che un mezzo di soccorso arrivi fino a loro.

Bertone

Bertone e le sue “strade”

Photograph by Lorem Ipsum via Unsplash

Ma ė una questione di punti di vista. C’è chi può scegliere una vita ai margini, molto prossima ad un ritiro spirituale e nettamente lontano dai ritmi moderni per vivere un po’ come il piccolo Remì e il vecchio nonno. C’è chi vorrebbe farlo ma non ha il coraggio di compiere il passo ed infine c’è chi non vivrebbe per un solo giorno e per nessun motivo al mondo in un posto simile.

Bertone
Bertone
Benvenuti a Bertone

D’un tratto mi viene incontro Oreste, un gatto rosso tigrato, in villeggiatura con i suoi compari umani che, presi dal panico per l’innato affetto e interesse che il felino sta rivolgendo ad estranei, gli urlano da un terrazzino di tornare a casa. Cose da matti penso, anche il gatto sente la mancanza del mondo sociale.

Grazie anche ad Oreste mi chiedevo, ciondolando per le viuzze di Bertone, quanto la creatività possa fluire in un ambiente simile. Credo dipenda molto dalla propria personalità e dalla condizione del momento. Io un pensierino ad una settimana di ritiro invernale c’è l’ho fatto…

Sarebbe bello che borghi come Bertone possano trovare una nuova vita grazie all’energia e alle caratteristiche che possono offrire ad artisti, intellettuali, ricercatori spirituali o semplici misantropi. Secondo me domanda e offerta ormai abbondano in egual modo, basta fare in modo che si incontrino.

La colonna sonora di ViaggioBlues

Per ogni articolo ViaggioBlues seleziona e propone una colonna sonora. Un brano che potrà essere ascoltato durante la lettura ampliando così l’esperienza sensoriale come è nelle intenzioni del blog. E’ necessaria l’iscrizione a Spotify. Buon ascolto.

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