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Durante uno dei suoi tanti e mitici viaggi, sembra che il vecchio Ernest sia passato anche da queste parti, lasciando in dono una frase inequivocabile sul proprio diario “Oggi ho attraversato la valle più bella del mondo”. Ed io non posso che sottoscrivere…
Sto parlando della Val Trebbia, uno dei miei luoghi del cuore, la mia seconda casa dal 2003. Sarà perché mi ricorda tanto le montagne dell’Abruzzo, dove ho trascorso molto del mio tempo, o forse semplicemente perché emana un proprio fascino. Un mix di bellezza ma anche di mistero, esattamente i contrasti che solo la natura riesce a comunicare con la propria forza e capacità di rimanere immobile, così come quella di mutare continuamente. Basti pensare al fiume che da il nome alla valle. Il Trebbia che con costanza scava sempre più a fondo il suo letto sprofondando, a tratti, in veri e propri canyon che lasciano senza fiato.
Val Trebbia
Il Trebbia visto dall’alto
Photograph by ViaggioBlues
La dove l’Aveto, il torrente che scende dalla iper-selvaggia valle che porta verso Chiavari, si butta in un vero e proprio abbraccio nel Trebbia, la vista quasi gioca brutti scherzi. Osservando dall’alto questo amplesso della natura non si può rimanere indifferenti al fascino che ne scaturisce. Le pieghe delle colline che scendono in fondo alla valle sembrano animate, come rughe di grandi mostri addormentati. In estate trovo molto rilassante fare lunghe camminate sul greto, risalendo per ore il fiume per poi tornare in corrente nell’acqua lasciandomi trasportare e osservando proprio quelle montagne che scorrono come in un film sopra di me (vedi articolo sull’escursione nel Canyon). 
“Un luogo per esprimere a pieno se stessi attraverso il corpo e la mente”
I boschi che conosco bene, quelli del comune di Corte Brugnatella, sono assolutamente pieni di sorprese. Si possono incontrare animali di ogni tipo, dai cinghiali ai caprioli, dalle volpi alle lepri, per non parlare poi dei rapaci che dominano incontrastati i cieli. Le zone che più batto sono ad altitudini comprese fra gli 800 e i 1500 metri e mi trovo ad attraversare boschi di conifere, di castagni e roverelle, prati infiniti e piccole aree di sottobosco completamente coperte di rare felci.  Uno degli aspetti che più amo di queste zone ė il clima. Può capitare di partire dalla pianura in pieno inverno con nebbia e temperature siberiane per poi trovarsi il sole sopra le nuvole e girare col maglione ai primi di gennaio.
Val Trebbia
Val Trebbia
Val Trebbia
Val Trebbia
Val Trebbia
Insane abitudini
Photograph by ViaggioBlues
Per quanto riguarda la gente devo ammettere che si percepisce la tipica diffidenza dei montanari ma per mia fortuna ho anche imparato ad apprezzarne la riservatezza e la fine intelligenza. Sembra incredibile di questi tempi ma in alta Val Trebbia c’è ancora gente che riesce a vivere dei frutti della natura ed io provo una sconfinata ammirazione per loro, soprattutto quando percepisco che sono persone felici e che sembrano non aver bisogno d’altro nella vita. Poi, che dire? I fenomeni ci sono ovunque e può capitare durante una passeggiata nei boschi di imbattersi in una lavatrice o in una montagna di materiale di risulta scaricato proprio in un torrente. Chissà quale strana idea di smaltimento si fa certa gente scaricando cemento, mattoni e ferro in un torrentello?!

Ad ogni modo, dal fiume alle cime più alte, la Val Trebbia ė un luogo tutto da scoprire, un luogo per esprimere a pieno se stessi attraverso il corpo e la mente, un luogo di grande ispirazione artistica e dalla enorme generosità. Insomma dopo tutti questi anni, durante le mie escursioni, mi capita ancora di pensare che forse Ernest abbia esibito una eccessiva modestia in quella sua frase…

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