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Gia avevo già parlato di Ateleta e dei suoi abitanti, definendoli a tratti come lupi. La sensibilità e lo spirito di iniziativa degli abruzzesi continua a stupirmi e voglio raccontare dell’ultima iniziativa.

La storia va preservata e raccontata, tramandata con ogni mezzo. Ad Ateleta l’ultima idea è stata quella di disegnarla su un muro.

Quale miglior media se non l’utilizzo delle immagini? La forza della rappresentazione visiva arriva dritta agli stadi emotivi delle persone. Molto più delle parole.

Così la nuova Pro-Loco di Ateleta ha ideato e commissionato la creazione di un murales nei pressi del parco comunale, a pochi metri dal museo della civiltà contadina che da poco ospita al piano inferiore anche la sede delle scuole medie.

Una scelta moderna e antica allo stesso tempo, un racconto per immagini che parte dalla fondazione, attraversa il periodo buio delle grandi guerre e arriva fino ai nostri giorni con l’immagine simbolica di 9 bambini che portano la spiga ricevuta in eredità dai primi coloni.

Avi e nuove generazioni, il passato che si dona al futuro. Un grande segno di fiducia e di speranza.

Il muro, lungo circa 22 metri, riceverà le attenzioni dell’artista nel corso dell’estate.

Una buona idea che merita di essere sostenuta in quanto fondamentale, come ogni altro mezzo, per capire meglio chi siamo, da dove arriviamo e dove andiamo.

Un po’ come il The Wall dei Pink Floyd anche il murales di Ateleta portatore di messaggi, per preservare la memoria, combattere l’ignoranza e sconfiggere la paura. E perché no? Aumentare l’autostima e accrescere orgoglio e senso di appartenenza alla comunità.

A differenza dei Pink Floyd questo però di muro non lo abbattiamo mi raccomando!

Per info e contributi al progetto:

www.prolocoateleta.it

Ateleta
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