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Cosa vedere a Napoli? Cominciamo dall’inizio. Dopo soli dieci minuti dall’uscita della stazione Napoli piazza Garibaldi, direzione spaccanapoli, ho esaurito l’elenco dei luoghi comuni napoletani: sporcizia in abbondanza, cassonetti ribaltati, i contrabbandieri di sigarette e ovviamente le immancabili famiglie al completo sul motorino, senza casco e pure contromano.
Ma io non mi fermo all’apparenza scontata. Sono andato a Napoli per tentare di scrutarne l’anima, anche solo per un attimo, e senza lasciarmi impressionare dalla pelle ruvida che la città mostra per prima di sé.
In un giorno voglio trovare occhi gitani e voci profonde e teatrali, autentici commedianti che mi portino per mano nell’intimità napoletana.
Queste per me sono le prime cose da vedere a Napoli.

QUANDO ANDARE

Partirei subito col dire di evitare di visitare Napoli in piena estate, perché muoversi da un luogo all’altro a piedi può diventare molto faticoso a causa del caldo. Tarda primavera o primo autunno possono essere il periodo ideale per godersi i quartieri spagnoli, le passeggiate in via Toledo e senza soffocare a Spaccanapoli.

COME ARRIVARE

Arrivare a Napoli è molto facile in treno perché è collegata sia al nord che al sud e la stazione piazza Garibaldi è in posizione più che centrale, a due passi da Spaccanapoli.
Anche arrivare in aero non è difficile perché il terminal è collegato alla stazione centrale con un servizio bus che impiega circa una ventina di minuti.
Per chi arriva in macchina le autostrade da tutte le direzioni portano alla città. Detto ciò rimando al paragrafo più avanti per approfondire la questione mobilità.

 

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DOVE ALLOGGIARE

La solita risposta: dipende. Dalle tasche, dalle esigenze e dal motivo del viaggio. Napoli è una metropoli e offre ogni tipo possibile di ricettività.
Ovviamente io consiglio il centro storico per godere al massimo delle *vibrazioni* che Napoli può emanare.
Al di la di tutto quello che si sa e che si sente dire di Napoli, anche per la scelta dell’alloggio valgono le regole di qualsiasi altra grande città parlando in termini di sicurezza. Quindi bisogna informarsi bene e capire quanto la location tenda a mutare nel corso del giorno o nel fine settimana.



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COME MUOVERSI

Se si decide di visitare Napoli in giornata l’opzione metro e a piedi è l’unica possibile. In realtà poi dalla stazione ferroviaria fino al mare, oltre Piazza del Plebiscito, è perfettamente sostenibile anche senza la metro. Così si attraversa Spaccanapoli, arrivando ai Quartieri Spagnoli e percorrendo tutta via Toledo.
La scelta bus non mi sentirei di consigliarla perché il traffico di superficie è importante e caotico mentre la metropolitana è efficiente e incredibilmente bella. Si sa che la metro di Napoli è stata più volte citata e riconosciuta come una delle più belle al mondo.
Riguardo l’uso dell’automobile credo che Napoli sia alla portata dei suoi cittadini e non di chiunque. La difficoltà della circolazione, la mitica interpretazione del codice stradale e la piaga dei parcheggi la rendono decisamente sconsigliabile all’automobilista che arrivi da fuori.
Se proprio non potete farne a meno una raccomandazione ai parcheggiatori improvvisati, altresì e correttamente chiamati abusivi. Ne ho visti un paio in azione davanti al Maschio Angioino e sono rimasto impressionato dalla dedizione e risolutezza che dimostrano verso il loro lavoro.
Un’ultima e non meno importante raccomandazione: non perché sia Napoli ma attenzione agli effetti personali, soprattutto nei luoghi affollati. Le prediche di mamma non sono mai del tutto infondate.

DOVE MANGIARE

Ecco una di quelle cose che non puoi risolvere in un solo giorno. Infatti alla domanda cosa vedere a Napoli bisogna senz’altro rispondere una pizzeria.
La vera pizza napoletana è una cosa molto, molto seria. Prima di tutto il concetto di pizzeria, soprattutto nei Quartieri Spagnoli, è un po’ diverso dallo standard del resto d’Italia. Prevalentemente le pizzerie popolari a Napoli sono piccoli locali, occupati per la maggior parte dal forno e da un bancone, pochi tavoli tra dentro e fuori, magari anche un po’ in mezzo ai vicoli con gli scooter che passano a pochi centimetri dai clienti.
Quindi, una volta scelta la pizzeria bisogna provare la vera pizza napoletana: la margherita. Un altro must però è la pizza fritta, una specie di calzone completamente fritto e davvero difficile da trovare altrove.
Ci si può imbattere anche in banchetti lungo la strada dove acquistare piccole pizze fritte e farcite in diversi modi in vero stile street food. Bisognerebbe organizzare un tour solo per provare tutti i diversi tipi di pizza.

Un altro paio di specialità napoletane sono la sfogliatella e il caffè.
Io ho inaugurato la mia prima giornata di visita a Napoli sedendomi proprio all’inizio di Spaccanapoli per provare i due miti partenopei. L’impatto con la mia prima sfogliatella è stato eccezionale anche se ho ringraziato il cielo per non avere disturbi allo stomaco perché è un dolce per gente sana, dato il contenuto di grassi e il peso specifico di una mattonella. Va presa assolutamente calda e quando la pasta sfoglia comincia a sfilarsi come una molla lasciando spazio alla crema, allora si può decisamente iniziare a godere senza alcun ritegno.
Il mito del caffè napoletano è riconosciuto in tutto il mondo e, pur non essendo un intenditore, riconosco che a quel modo lo sanno fare solo loro. La vera differenza che ho apprezzato sta nella temperatura e nella consistenza. Poi ne ho provati diversi arrivando fino al noto caffè Gambrinus di cui parlo più avanti.

Ovviamente, parlando di cosa mangiare a Napoli non finisce qua, anzi. Mi dovrò organizzare per fare tappe culinarie di cui poter scrivere.

COSA VEDERE

Davvero devo riassumere in poche righe cosa vedere a Napoli?
Ci provo seguendo il percorso fatto in una giornata.

Spaccanapoli

Partendo dalla stazione centrale in pochi minuti si arriva all’imbocco di Spaccanapoli in via San Biagio dei Librai, nel quartiere Forcella.
Spaccanapoli è il Decumano Inferiore, una vera e propria linea che fende a meta la città. Vista dall’alto si nota facilmente come sia costituita da uno stretto e lungo vicolo in mezzo ad alti edifici storici ed è formato da queste vie: vie Maddaloni, Domenico Capitelli, Benedetto Croce e San Biagio dei Librai.
L’immaginario comune disegna un profilo di Spaccanapoli non all’altezza della realtà.
Al pari dei Quartieri Spagnoli e di altre zone della città, si respira l’aria popolare, romanzesca e cinematografica. Insomma, la cultura mistica e melodrammatica che un visitatore pensa di trovare.

Incredibili i negozietti con i presepi e le statue artigianali. Mi sono troppo divertito nel vedere i personaggi di Gomorra e della politica accostati uno all’altro. Davanti Fedez e sullo sfondo Valentino Rossi.
Gli scorci fotografici, quasi inutile dirlo, sono infiniti.
Poi davvero all’inizio di Spaccanapoli c’erano due anziani, un uomo e una donna, seduti dietro dei piccoli banchetti pieni di sigarette con tanto di cartello scritto a mano. Stavano piazzati tranquillamente in mezzo al vicolo. Queste cose le avevo viste solo nei film.

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Via San Biagio dei librai

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Ingegno antico

Napoli sotterranea (ridotta)

In qualche minuto si arriva alla basilica di San Lorenzo

Oltre alla chiesa si possono visitatare i sotterranei, accompagnati da una guida per soli 10 €. Non è il classico percorso Napoli sotterranea ma può essere una valida alternativa per chi non ha molto tempo. Infatti la durata è di circa un’ora ed è più che sufficiente per rendersi conto di quanta storia ci sia sotto la superficie. Una macchina del tempo che ci porta a contatto con l’antica Grecia, il periodo romano e quello medioevale.

Lo stesso biglietto d’accesso ai sotterranei da diritto alla visita del museo della basilica

Un piccolo aneddoto. Nel museo c’eravamo solo io ed Elena e ad un certo punto abbiamo sentito una musica arrivare dall’ultimo piano. Pensavamo a qualcosa di interno al museo invece, quando siamo arrivati all’ultimo piano, con grande sorpresa ci siamo resi conto che la musica arrivava dall’esterno, attraverso le finestre aperte che davano su un grande cortile interno (quello della foto qua sotto). Il volume era molto alto ma la canzone e l’atmosfera erano tutt’altro che fastidiose. Direi che il vicinato è stato molto comprensivo, dato che si trattava di una canzone d’amore del noto cantante neo melodico Rico Femiano. Non ho potuto fare a meno di pensare al film “Io speriamo che me la cavo” con Paolo Villaggio, nella quale si svolge una scena simile, ma con “What a wonderful world” di Louis Armstrong.

Tipico cortile napoletano

Tipico cortile napoletano

Cristo Velato

Sempre percorrendo Spaccanapoli una piccola deviazione conduce alla Cappella Sansevero, uno scrigno dal valore inspiegabile, inestimabile. Letteralmente stordisce. Dico solo che il Cristo Velato, che pur lascia senza fiato, è comunque uno dei tanti tesori custoditi.
La biglietteria è a pochi metri dalla cappella. Prendetevi tutto il tempo che può servire per godervi lo spettacolo dei dettagli delle opere. Nella cripta una sorpresa con quei corpi che mostrano vene e arterie.
Io sono rimasto senza parole per tutto quello che ho visto nella Cappella Sansevero, a differenza di Vittorio Sgarbi che invece la sa lunga e ne parla nel video che riporto sotto.
Uscendo dalla cappella, a pochi metri trovate una piazza interna a un grande cortile la cui facciata è della basilica di San Domenico Maggiore. Entrate e buttate il naso all’insù perché ne vedrete delle belle.

Via Toledo e Quartieri Spagnoli

Spaccanapoli, nell’ultimo tratto di via Maddaloni, sbocca su una delle principali e note vie di Napoli: via Toledo che corre giù fino al mare.
Percorrendo la via Toledo si può dare uno sguardo alla famosa e magnifica stazione della metro. Il vero spettacolo però è dato dagli scorci dei cortili interni, uno più intrigante dell’altro e vere e proprie perle.

La messa in scena – il grande teatro brulicante di vita, personaggi, emozioni e contraddizioni – la si può scorgere in ogni vicolo. Non ci sono parole sufficientemente efficaci per descrivere i suoni, gli odori e tutte le sensazioni che si possono provare in questi luoghi.

Via Toledo ci porta dritti nei quartieri spagnoli, altra meta obbligatoria in cui è necessario perdersi e guardarsi attorno.
Come non fermarsi a prendere un caffè oppure sedersi per una pizza? Gustosi pretesti per godersi la vita che scorre.

Alla fine di via Toledo si trova la galleria Umberto Primo, stupenda con le sue coperture in vetro. Basta percorrerla per ritrovarsi tra il castello e il teatro San Carlo.

Galleria Umberto Primo

Galleria Umberto Primo

Teatro San Carlo

Consigliatissima la visita guidata di quello che è ritenuto uno dei più famosi e importanti teatri al mondo. E’ il più capiente in Italia e il più antico del tipo chiuso sia in Europa che nel mondo.
La visita guidata al Teatro San Carlo permette di osservare da vicino il palco e la buca dell’orchestra. Inoltre ci si può sedere sulle poltrone in platea in posizioni che in abbonamento hanno prezzi inaccessibili ai più.
La quantità di artisti celebri e immortali passati per il Teatro San Carlo e la considerazione riguardo alla sua acustica, ritenuta perfetta, testimoniano il valore incalcolabile di quello che è un vero e proprio santuario della musica lirica.

Teatro San Carlo – Visite guidate

Teatro San Carlo

Teatro San Carlo

Piazza del Plebiscito

Uscendo dal teatro si può prendere un caffè da Gambrinus, uno dei locali storici più noti, e lanciarsi nella immensa piazza del Plebiscito, riposando un po’ all’ombra sotto le enormi colonne della basilica di San Francesco da Paola.

Uno dei luoghi più noti di tutta Napoli, spesso teatro di eventi come manifestazioni e concerti. Il colpo d’occhio è notevole con il grande semicerchio di colonnati.

Piazza del Plebiscito

Piazza del Plebiscito

Maschio Angioino

Se avete ancora un po’ di tempo e di benzina nelle gambe il Maschio Angioino è pronto ad accogliervi fra le sue imponenti mura e delle ottime e simpatiche guide a raccontarne la storia. La visita al castello è una buona occasione per vedere Napoli dall’alto delle sue mura da cui si scorge anche l’altro punto d’interesse in lontananza: Castel Sant’Elmo.

Maschio Angioino

Maschio Angioino

ALTRE COSE DA VEDERE CON PIU TEMPO

Avendo più tempo, quindi più giorni a disposizione, c’è davvero molto altro da vedere a Napoli. Mi limito al breve elenco qua sotto solo perché sono i miei luoghi d’interesse da recuperare quando tornerò.

  • Castel dell’Ovo

  • Castel Sant’Elmo

  • Chiostro di Santa Chiara

  • Museo Archeologia Nazionale

  • Napoli Sotterranea

NEI DINTORNI

Nei dintorni di Napoli c’è un mondo da scoprire e dovendo elencare una breve selezione ho scelto quello che secondo me è praticamente obbligatorio.

CONCLUSIONI

Il mio personale parere su Napoli è sempre stato positivo, ancor prima di visitarla. Napoli è impregnata di contraddizioni e difficoltà, conclamate e palesi, e queste in parte non fanno altro che aggiungere fascino, mistero e carattere sia alla città che ai suoi abitanti.
Il detto vedi Napoli e poi muori mi ha fatto pensare ad una promessa: Napoli è uno scrigno di tesori sotto tutti i punti di vista per cui mi impegno a tornare altre volte. La dipartita dovrà aspettare ancora per un po’.

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