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Il Torrazzo di Cremona: non solo una torre campanaria

Cremona è una città sorta lungo la sponda sinistra del fiume Po, nel mezzo della pianura lombarda. La torre campanaria (cioè il Torrazzo di Cremona) della cattedrale di Santa Maria Assunta è tanto imponente da essersi eretta, nel corso dei secoli, a simbolo di questa città. Cremona è soprannominata “la città delle tre T” e il Torrazzo, nome proprio del campanile, è una delle T.

Simbolo, orgoglio, memoria: il Torrazzo non è per la terra dei liutai una semplice torre, è un monumento in cui i cremonesi amano identificarsi.

torrazzo di cremona

La costruzione del Torrazzo

Il campanile della cattedrale fu eretto nella seconda metà del XIII secolo. La costruzione fu portata a compimento in due fasi distinte, che sono oggi visibili guardando la struttura. Nella prima fase il campanile si componeva della torre a base quadrata, sulla sommità della quale, in un secondo momento, all’inizio del ‘300, fu eretta la cima a base ottagonale, sovrastata dalla guglia.

I numeri del Torrazzo di cremona

Il Torrazzo ha un’altezza notevole. In Italia non c’è struttura in mattoni che sia più alta e superi i suoi 112,27 metri. Su una ladipe è inscritta la sua altezza nell’antica unità di misura delle braccia, per un totale di 250.

502 sono i gradini ricavati nell’intercapedine tra le due basi quadrate della torre e conducono chi abbia desiderio di gustare un panorama suggestivo sulla cima del Torrazzo. La salita richiede un certo sforzo, ma non è inaccessibile: gli scalini non sono alti e chi li calpesta può percepire un ritmo che alterna ascesa e pause. Infatti ci sono alcuni spazi, degli androni, che permettono al visitatore di riprendere fiato, muovendo alcuni passi in piano prima di tornare ad arrampicarsi. Lo spazio in cui si sviluppa la scala non è angusto, se non nell’ultimissima parte, che precede una moderna scala a chiocciola.

Dalla cima si scorgono la piazza del Comune, il Duomo, il Battistero; allungando lo sguardo si vedono i tetti cittadini; puntando oltre si arriva a vedere il Po, che lambisce la periferia sud-ovest di Cremona.

Sette sono le campane che scandiscono il tempo, dal 1744. Sono sette esattamente come le note musicali, fatto che non è una coincidenza: ciascuna campana riproduce infatti una delle sette note. Ognuna delle sette campane è dedicata a un santo.

torrazzo di cremona

Il cuore del Torrazzo

Nel cuore del Torrazzo di Cremona, a 27 metri da terra, è custodito uno dei gioielli della meccanica rinascimentale: le ruote che regolano il funzionamento dell’orologio astronomico.

Il quadrante dell’orologio ha un diametro di otto metri e la sua superficie supera i cinquanta metri quadrati. È una delle più grandi opere nel suo genere. Il quadrante attuale è stato ridipinto nel 1970 e non è quello originario.

L’orologio fu costruito nel corso del lustro tra il 1583 e il 1588. I promotori e sponsor dell’opera furono padre e figlio della famiglia Divizioli.

torrazzo di cremona

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Oggi il meccanismo dell’orologio è oggetto di ammirazione per tutti i turisti che percorrano la scalinata verso la cima del Torrazzo, infatti, grazie a un innovativo progetto è stata installata una vetrata che consente di scorgere il perfetto intreccio dei denti che scorrono gli uni negli altri.

Il luogo ha assunto anche un’importanza pedagogica, grazie a efficaci pannelli distribuiti attorno al sito. L’orologio continua a funzionare, tracciando il moto della luna e del sole e percorrendo le dodici costellazioni.

Curiosità: un dolce Torrazzo

Il torrone è un’altra delle famose T di Cremona. In occasione di un prestigioso matrimonio che ebbe luogo in città nell’ottobre del 1441, Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti ricevettero in dono un dolce imponente: una raffigurazione del Torrazzo riprodotto interamente con il torrone.

La terza T

Il Torrazzo, il torrone e… per cosa sta la terza T?

Non c’è una versione univoca, non c’è una sola risposta a questa domanda. Una prima risposta ricorda i natali di un personaggio famoso: il liutaio Antonio Stradivari, la pittrice Sofonisba Anguissola, la celebre Mina sono nati a Cremona e tutti, in periodi diversi hanno apprezzato il Torrazzo. Ma la T dovrebbe essere quella dell’indimenticabile Ugo Tognazzi.

Una seconda versione indicherebbe una qualità delle donne cremonesi, dal seno particolarmente prosperoso…

Sono quasi certo che il futuro porterà altre versioni.

Un’ultima cosa: se uno straniero vi chiede informazioni non inventatevi cose strane perché l’unica traduzione possibile in inglese è Torrazzo of Cremona

Info su orari e visite su www.cattedraledicremona.it

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