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Dopo un sacco di tempo fermi ai box rieccoci a raccontare un altro raid. Stavolta la strategia per la scelta della zona da visitare è stata vincolata dalle tasche. Vuote.

Per questo Skyscanner offre sempre delle buone alternative e fissato il periodo è stato sufficiente lanciare la ricerca in modalità “ovunque”.

Andare ovunque? Magari! Alla fine, Skyscanner dà la risposta: si va in Bulgaria 

Volo su Sofia e poi si viaggia con la solita modalità casuale, con la costanza della vecchia bicicletta Decathlon e l’ottima compagnia di Daniela, alla prima esperienza in un viaggio itinerante improvvisato minuto per minuto. 

La meta scelta si rivelerà eclettica sotto molti punti di vista: personaggi, contrasti sociali, paesaggi e la condivisione con Daniela molto divertente. 

Arrivati all’aeroporto di Sofia rieccoci con la solita domanda che mi assilla sempre “E ora da che parte andiamo?”. I nostri occhi probabilmente risultano essere oltre che stanchi anche dubbiosi sul da farsi: nord, sud, ovest, est? In che direzione andiamo Daniela?  

Psicologia fine per i tanti taxisti più o meno legali presenti agli arrivi dell’aeroporto.  

Veniamo così avvicinati da Giuliano, occhi da volpone e grossa loquacità, che ci domanda in un perfetto inglese se abbiamo bisogno di informazioni turistiche e di un posto dove potere alloggiare. Dice di avere vissuto in Italia per sei mesi ed infatti padroneggia la lingua con una certa dimestichezza. Ci rendiamo subito conto che potremmo subire una fregatura dal punto di vista economico ma accettiamo il rischio e gli chiediamo, dopo una piacevole chiacchierata di mezz’ora, il prezzo per il trasporto di noi e le bici verso un posto dove potere stare la prima notte e, soprattutto, un posto in cui potere lasciare i cartoni per il trasporto delle bici da utilizzare per il viaggio di ritorno.  

La sua richiesta è di 40 lev (circa 20 euro) per il servizio di trasporto. La tariffa solitamente praticata dai taxi regolari sarebbe stata 10 lev, ma lui ci dice che il servizio di consulenza turistica ha un costo (non indifferente)! Ma le informazioni sui luoghi da visitare e le strade da percorrere si rileverà di grossa importanza! Per cui 20 euro ben spesi in definitiva.

Gli chiediamo come si vive in Bulgaria e risponde, con una vena polemica nei confronti dei governanti attuali, di rimpiangere il periodo comunista in cui tutti avevano la possibilità di studiare e mangiare. La fuoriuscita dal blocco ha comportato un arretramento del paese dal punto di vista economico e sociale. La corruzione è dilagata e la qualità della vita è peggiorata dice Giuliano. Per sopravvivere bisogna arrangiarsi e il lavorare in nero con un taxi giallo è un buon espediente. Dobbiamo dire che in questo è molto bravo. 

Una serata passata a Sofia è stata sufficiente per capire che era il momento di iniziare a pedalare. Si va verso sud, prendendo come buona ragione la direzione del vento.  

La mattina successiva il meteo non è dei più clementi, pioggia, freddo e vento accompagneranno tutta la nostra giornata sui pedali. Passiamo tutto il giorno a sognare una doccia calda scaldandoci strada facendo con del thè caldo e del caffè. Alla sera arriviamo a Samokov dove troviamo una guest House gestita da Alex, un gentile e simpatico uomo che sogna dopo la pensione di fare un viaggio in bicicletta in giro per il mondo. Ci troviamo decisamente a nostro agio con lui. 

La mattina dopo, non con poche difficoltà legate alla voglia di restare al caldo per più tempo sotto le coperte, ma anche dovute ai miei capricci mattutini decidiamo di partire. Fuori tira un vento molto freddo che ci accompagnerà per tutto il giorno, fortunatamente spingendoci ed agevolando le nostre fatiche. Arrivati ad un piccolo paese sulla cima di una collina decidiamo di fermarci per bere un caffè e mangiare un boccone. Il bar sembra essersi fermato ad un’epoca passata, così come i consumatori presenti al suo interno. Giusto il momento di sederci al sole e veniamo invitati al tavolo da due signori evidentemente già ubriachi nonostante l’orario. Barba e capelli lunghi, occhi azzurri e sigaretta in bocca (una costante per questi bulgari) il primo, mentre il secondo estremamente pacato ma altrettanto ubriaco. Iniziamo un dialogo, anzi un monologo da parte dell’ormai datato “Caballero”, tale si definisce il nostro nuovo amico, sicuramente un datato latin lover, una sorta di hippie in chiave moderna. E cavaliere si dimostra quando esce dal locale con due dolci tipici della zona, una sorta di cialda fritta, vecchia pensiamo di qualche giorno. Prima per la signora e poi per il signore. Un gesto di grossa accoglienza, che pagheremo però per tutta la giornata…il dolce si rivelerà infatti di difficile digestione per Daniela e mi obbligherà a diverse pause forzate durante la giornata. Dopo circa una mezz’ora di piacevole ed incomprensibile conversazione decidiamo di ripartire alla volta del monastero di Rila. Alla sera abbiamo proprio necessità di una doccia calda.  

Ecco l’acqua calda che diventerà uno dei più grossi misteri di questo viaggio. 

All’arrivo della tappa di giornata, entriamo in un locale per chiedere informazioni su dove trovare una camera. Ci sentiamo fortunati quando la signora ci dice che lei stessa affitta delle camere. Pensiamo che sia una grossa fortuna avere trovato al primo tentativo ma arrivati all’appartamento proviamo a farci una doccia e scopriamo che manca l’acqua calda. Cambio appartamento e stessa solfa ma con la differenza che il proprietario si è scordato di accendere il boiler, per cui doccia calda, cena e una sana dormita. 

All’indomani decidiamo di abbandonare per qualche ora le biciclette e andiamo a visitare il monastero di Rila prendendo il bus per evitarci una super salita di 30 km.  

Al ritorno incontriamo Emilio, un signore bulgaro che ha vissuto in Italia per qualche anno e che aveva avviato un’attività commerciale di importazione di macchine usate dall’Italia verso la Bulgaria. Come in tutti i paesi dell’est Europa esiste un grosso commercio di auto usate. Pensate che una volta ho visto una Fiat Uno con più di 500.000 km. Dice che con la crisi economica le possibilità di fare soldi si sono praticamente annullate.  

Riprendiamo faticosamente le nostre amiche di viaggio e ci avviamo verso Borovets 

La fatica si fa sentire ed i passanti ci incitato, forse pensando che siamo pazzi da legare. Dispersi su una strada secondaria decidiamo di chiedere informazione ad una coppia di mezza età di passaggio che, probabilmente impietositi dalle nostre facce affaticate, aprono il baule e ci offrono delle bustine di Nespresso. Come al solito non capiamo un cavolo ma percepiamo da parte loro una certa ammirazione per il nostro sforzo. Arrivati al paese di Blagoevgrad  chiediamo informazioni sui chilometri mancanti per raggiungere un punto per poterci fermare la notte. Le informazioni sono le più disparate possibili e nessuna si rivelerà indovinata dal punto di vista chilometrico. Dallo sguardo di Daniela inizia a trasparire una certa preoccupazione visto che la distanza da coprire sembrerebbe essere compresa dai 20 ai 30 chilometri con l’aggravante che tutti saranno di salita. Sfiniti al Passo non ci resta che una bellissima picchiata verso il paese di Razlog, dove troviamo un albergo molto pulito e dell’ottimo cibo.  

L’indomani decidiamo di fare uno spostamento in treno per raggiungere la città di Plovdiv, queste ore passate sul treno si riveleranno decisamente le più piacevoli ore spese in treno di tutta la mia vita.  

Risorse per il viaggio

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